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Comunicato stampa UNGDCEC 22-12-2025

RITENUTA DELL'1% TRA IMPRESE: UN NUOVO BALZELLO CHE AUMENTA COSTI E BUROCRAZIA E ALLONTANA LA SEMPLIFICAZIONE PROMESSA

Dimentichiamo le promesse di semplificazione fiscale, se non l'avevamo già fatto.

Con l'emendamento governativo alla Legge di Bilancio 2026, che modifica l'articolo 25 del Dpr 600/1973, il futuro che si profila per le imprese italiane è fatto di nuovi adempimenti, maggiori costi e ulteriore complessità amministrativa.

Dal 1° gennaio 2029, ogni pagamento tra imprese per cessioni di beni e prestazioni di servizi sarà assoggettato a una ritenuta d'acconto dell'1 per cento, salvo che il beneficiario abbia aderito al Concordato Preventivo Biennale o al regime di adempimento collaborativo. Una misura che introduce, di fatto, una "ritenuta universale" sui rapporti B2B.

Le conseguenze operative sono evidenti: milioni di imprese verranno trasformate in sostituti d'imposta generalizzati, chiamate a trattenere, versare e certificare imposte su ogni transazione commerciale. Un sistema che rischia di rendere marginale la dichiarazione dei redditi come momento di sintesi, spostando l'onere fiscale e burocratico sull'operatività quotidiana delle aziende.

Altro che semplificazione.

Questa norma:

  • aumentano in modo significativo i costi amministrativi per le imprese;
  • genera criticità nella gestione della liquidità, anticipando il versamento di imposte;
  • colpisce in modo sproporzionato le piccole e medie imprese, che rappresentano l'ossatura del sistema produttivo nazionale;
  • aumenta in modo esponenziale il lavoro dei Commercialisti in sede di compilazione e invio delle Certificazioni Uniche e 770.

Ancora più problematica è la previsione delle esclusioni. L'esonero dalla ritenuta è subordinato all'adesione a specifici strumenti di compliance fiscale, che finiscono per assumere il ruolo di "lasciapassare" obbligato per evitare un aggravio sistematico. Una scelta che solleva serie perplessità sotto il profilo della libertà d'impresa e dell'equità del sistema tributario.

L'UNGDCEC, in rappresentanza dei giovani professionisti impegnati quotidianamente al fianco delle imprese, esprime grandi perplessità verso una misura che rappresenta un ulteriore allontanamento dagli obiettivi di semplificazione fiscale più volte promessi.

Il contrasto all'evasione non può essere perseguito trasformando le imprese in esattori, né scaricando su di esse il peso di un sistema sempre più complesso e oneroso. Come già più volte chiesto, servono regole chiare, stabili e realmente semplificate, non nuovi meccanismi che appesantiscono l'attività economica e penalizzano chi già opera correttamente.

Chiediamo di nuovo al legislatore un confronto costante con i professionisti, per evitare che l'ennesima promessa di semplificazione si traduca, inevitabilmente, in un aumento della burocrazia e dei costi per le imprese italiane e per i professionisti che le affiancano.

Roma, 22/12/2025

La Giunta UNGDCEC

Cordiali saluti.

Chi siamo

L'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili è stata costituita il primo maggio 1989, per la necessità di costituire un organismo nazionale di rappresentanza la cui natura volontaristica miri al perseguimento di obiettivi di alla crescita professionale, etica e culturale degli iscritti. L'unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bergamo è stata fondata nel 1989, per diffondere anche sul territorio locale lo "spirito di Unione"

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