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Carissimi Unionisti,

è con grande piacere ed orgoglio che vogliamo condividere con Voi la destinazione delle raccolte fondi attivate nei mesi scorsi attraverso la nostra Onlus.

Grazie al Vostro prezioso contributo, siamo riusciti ad effettuare le seguenti donazioni:

- raccolta fondi per l'emergenza alluvione Emilia-Romagna e Marche: Bonifico di ? 1.000,00 in favore dell'ASSOCIAZIONE COMMUNITAS ONLUS;

- raccolta fondi in occasione del Convegno Nazionale di Genova: Bonifico di ? 1.000,00 emesso in favore della FONDAZIONE ALBERTO CASTELLI di Genova;

- raccolta fondi in favore delle popolazioni toscane colpite dall'alluvione: Bonifico di ? 3.000,00 emesso in favore della CARITAS VICARIALE CAMPI BISENZIO ONLUS.

Desideriamo sentitamente ringraziarVi per la sensibilità e vicinanza dimostrate e ci auguriamo di poter proseguire nella nostra attività, certi di poter contare sempre sul Vostro prezioso supporto. 

Uniti nell'Unione si vince sempre!

Un caro saluto

La Giunta UNGDCEC

Gentile Collega, 

Ti chiediamo di dedicare pochi minuti al presente questionario. Le Tue risposte saranno utili per comprendere il grado di partecipazione agli Albi, registri ed elenchi previsti dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (DLgs. 14/2019), ma anche le difficoltà e le spese che si sostengono nelle fasi di avvio delle procedure. 

Grazie alle Tue risposte sarà possibile elaborare le proposte di modifica delle norme di cui l'Unione si farà portavoce.

Puoi trovare il questionario al seguente link:

https://forms.gle/Cayz129HW4RmfBSx9

Ti ringraziamo per la collaborazione.

Un caro saluto.
La Giunta UNGDCEC

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Cordiali saluti.

Segreteria UNGDCEC

Fondo per il Sostegno delle Eccellenze della Gastronomia e dell'Agroalimentare italiano:
ALTRO GIRO...ALTRO FIASCO!

Ci risiamo, questa volta peggio di tutte le precedenti: dopo quasi due anni di attesa per un bando che ha l'obiettivo di agevolare l'acquisto di beni strumentali per il settore delle Eccellenze Gastronomiche ed Agroalimentari Italiano, ai blocchi di partenza il sistema si blocca, rivelandosi di nuovo un disastro totale.

Dopo un primo avvio macchinoso, iniziato alle ore 10:00, dove gli utenti hanno dovuto inserire tutta una serie di dati nel portale creato ad hoc, il sistema inizia ad andare in blocco, non permettendo all'utente di procedere con il download della domanda, l'inserimento degli allegati e l'invio della documentazione.

56 milioni di euro da erogare e due anni di attesa e programmazione, per assistere all'ennesima e ormai scontata disfatta: "A causa dell'alto numero di accessi per la presentazione dei progetti, è stato rilevato un disservizio sulla piattaforma."

Effettivamente, con una platea così ampia di imprese potenzialmente agevolabili, un arco di tempo così ampio e un'assegnazione dei contributi a sportello, non era semplice prevedere che alle ore 10:00 del 01/03/2024 ci sarebbe stato un afflusso di richieste elevato, proveniente da tutto il territorio italiano.

In tutto questo, si potrebbe pensare che la categoria danneggiata sia quella delle imprese, in realtà il disagio più grande lo ha subìto la categoria dei Commercialisti. Sì, perché a dispetto di quello che crede Invitalia, il 95% delle domande vengono presentate da esperti del settore, per via di una serie di adempimenti che le imprese non riescono ad ottemperare in autonomia.

Al fine di presentare una qualsiasi domanda di partecipazione ad un'agevolazione, risulta necessario:

-        studiare i decreti presenti

-       analizzare attentamente gli allegati da predisporre che, oltre a cambiare ripetutamente nel tempo, sono spesso disposti sotto forma di autocertificazione, rilevanti quindi penalmente in caso di dichiarazione mendace

-        progettare ed effettuare diversi incontri con le imprese per inquadrare il progetto

-        avere esperienza con le piattaforme di presentazione dei progetti, perché la velocità di azione è imprescindibile

-        gestire correttamente il progetto, nella forma della documentazione da presentare poi in sede di rendicontazione

-        rendicontare correttamente il progetto

Ora, tralasciando il fatto che si continui a credere che le imprese possano svolgere tutte le predette attività in autonomia o, meglio ancora, attraverso il supporto dei Tutor di Invitalia, sul campo ci sono sempre i soliti Professionisti, per i quali continua ad essere esclusa, ogni volta, l'agevolazione alle imprese riguardante il compenso per l'attività di supporto per la preparazione e gestione dei progetti.

Ad ogni modo, al di là della solita storia che si ripete, ciò che è avvenuto è stato imbarazzante, oltre che spiacevole: un Click Day che doveva iniziare alle ore 10:00 e che si sarebbe dovuto chiudere nel giro di 10/15 minuti, ha tenuto bloccati gli Studi di tutti i Commercialisti fino alle ore 16:28.

Per un disservizio, il solito disservizio dei portali Invitalia, i Commercialisti che avevano preso un impegno morale ed economico (rivelatosi, a questo punto, ben poco economico), sono dovuti rimanere, insieme con i propri collaboratori, per più di sei ore inerti di fronte al pc, con il mouse in mano e la speranza di essere tra i primi a prenotare l'agevolazione per i propri clienti. Infatti, dopo un primo messaggio di scuse per il disagio e disservizio, Invitalia comunicava che il servizio sarebbe stato "ripristinato nel più breve tempo possibile", per poi comunicare, a distanza di oltre sei ore che "la presentazione delle domande è stata temporaneamente sospesa e la riapertura sarà comunicata con adeguato anticipo".

L'Unione vuole un dialogo costruttivo con Invitalia e farà l'ennesima richiesta di incontro per migliorare la gestione delle procedure agevolative e valutare alternative al meccanismo del Click Day, che comporta criteri poco meritocratici.

La nostra categoria dei Commercialisti deve essere riconosciuta dal sistema della Finanza Agevolata quale interlocutore privilegiato al fine di rendere efficiente un sistema che continua a non funzionare e a portare ripetuti disagi alla nostra categoria e alle imprese italiane.

https://www.knos.it/editoriale/news/2024/03/05/comunicato_stampa_5-03-2024/14719

Roma, 05 marzo 2024

La Giunta UNGDCEC

OBIETTIVO PARI OPPORTUNITA': ELIMINARE OGNI FORMA DI DISEGUAGLIANZA

Oggi, 1 marzo, è la giornata Mondiale contro la Discriminazione, istituita nel 2014 con l'obiettivo dell'ONU di affiancare la lotta contro le discriminazioni alla battaglia contro l'AIDS con il chiaro intento di estendere il concetto di diseguaglianza ad ogni forma di disparità.

In una società dove le differenze continuano a dividere, questa giornata ha come obiettivo quello di stimolare nelle menti delle nuove e vecchie generazioni un maggior spirito di uguaglianza. Una battaglia contro ogni forma di abuso: che sia legato all'orientamento sessuale, alla religione, alla disabilità o all'età.

Le discriminazioni sono spesso radicate a livello culturale, profondamente intessute nella società in cui viviamo, tramandate da generazione in generazione ed influenzando le nostre percezioni, i nostri comportamenti e le nostre relazioni.

Per superarle è necessario affrontare il cuore del problema: la mentalità. Possiamo sperare di eliminare le barriere che separano le persone, che alimentano i pregiudizi e gli stereotipi solo cambiando mentalità e contrastando la mancanza di conoscenza. Il processo di cambiamento non è né facile né veloce, ma è essenziale per costruire una società più equa, rispettosa e solidale.

Ogni forma di diseguaglianza genera negli individui il concetto del "diverso" come qualcosa di sbagliato: può accadere ad esempio nelle scuole per i più giovani, con episodi di bullismo, o negli ambienti di lavoro quando un uomo si considera superiore alla donna, o ancora quando una persona apparentemente sana si considera più valida di una persona con disabilità.

La discriminazione, sebbene a volte non lo si percepisca, è insita nella vita quotidiana.

Probabilmente bisognerebbe sempre porsi delle domande: "E se .?": "E se il collega davanti a me fosse malato?" o "E se la collega che ho incontrato fosse incinta lavorerei ancora con lei? o "E se il mio collega fosse omosessuale, continuerei a considerarlo valido come oggi?".

Domande che ognuno di noi dovrebbe porsi perché mirano a far scaturire una profonda riflessione su quanto sia semplice discriminare qualcuno solo perché è "diverso".

Questo percorso, purtroppo oggi ancora molto lungo ahi noi, dovrebbe portare a non dover più porsi quesiti di questo tipo, apparentemente beceri ma terribilmente reali e quotidiani.

Anche noi, come Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, in questa giornata dal significato così profondo, vogliamo dare il nostro contributo ricordando che il vero significato della Giornata Mondiale della Discriminazione è garantire a tutti il diritto di essere se stessi, ognuno ha il diritto di vivere con dignità la propria vita, potendo esprimere sempre le proprie attitudini senza mai essere giudicato, senza mai essere discriminato, dando invece valore alle proprie diversità. 

"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. 

Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza"

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

https://www.knos.it/editoriale/news/2024/03/01/comunicato_01-03-2024_obiettivo_pari_opportunita%e2%80%99%3a_eliminare_ogni_forma_di_diseguaglianza/14714

Roma, 1 marzo 2024
La Giunta UNGDCEC

Carissimi Colleghi,

con lo spirito collaborativo che contraddistingue l'Unione, Vi proponiamo un questionario legato al progetto, sviluppato da TeamSystem e Ambrosetti-The European House, dal titolo "Lo Scenario delle Professioni: oggi e domani" sul tema dell'evoluzione delle professioni.

L'obiettivo è quello di poter raccogliere il punto di vista dei professionisti e in particolare dei Dottori Commercialisti sullo stato di evoluzione tecnologica degli studi, sul legame con l'Intelligenza Artificiale, con la sostenibilità e con i temi più importanti legati alla crescita e allo sviluppo degli studi

L'Unione sta partecipando in maniera proattiva al progetto che si concluderà in un evento a Maggio.

Oggi Vi chiediamo di compilare (in meno di 5 minuti) un questionario al riguardo, da compilare al seguente link:

https://s.chkmkt.com/?e=373201&d=l&h=1C44B28EF3D4E64&l=it

Giù le mani dalla Cassa Dottori Commercialisti

Ciclicamente riaffiora nel dibattito politico, per la parte che attiene alla nostra professione, l'improvvida idea di promuovere una unificazione delle Casse di Previdenza dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri. Da ultimo la questione è stata sollevata con apposita interrogazione parlamentare del deputato Arturo Scotto (PD) al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministro dell'Economia e delle Finanze ed al Ministro della Giustizia. Su tale questione, che interessa prevalentemente il futuro previdenziale dei giovani Dottori Commercialisti, non possiamo che confermare la nostra ferma contrarietà.

Gli importanti equilibri patrimoniali e finanziari raggiunti dalla nostra Cassa sono il frutto della condotta e della lealtà contributiva che ci contraddistingue, unitamente all'oculata gestione che la governance della CDC ha saputo attuare nel tempo, assumendo decisioni ed adottando provvedimenti che hanno potuto proiettare in avanti l'autonomia della Cassa. Non entriamo nel merito delle paventate difficoltà in cui versa la Cassa Ragionieri, di cui si fa cenno nella predetta interrogazione parlamentare 4-02387 del 27 febbraio u.s., né ci interessa farlo nel rispetto dell'autonomia gestionale dei due enti.

Ciò che ci preme sottolineare è che la soluzione alle eventuali difficoltà della Cassa Ragionieri a garantire un equilibrio previdenziale nel lungo periodo, secondo quanto rilevato dalla Corte dei Conti con la determinazione n. 131 del 21 novembre 2023, non può essere demandata (o meglio scaricata) su di una sola Cassa di previdenza virtuosa. Non si tratta di mero interesse corporativo, in quanto il nostro grido d'allarme non verte sulla richiesta di nuovi diritti o privilegi, bensì sulla volontà di tutelare il risparmio previdenziale della nostra categoria e la qualità e quantità dei servizi assistenziali finora resi dalla nostra Cassa.

Ove si voglia far fronte ad una problematica di carattere generale, dettata anche dagli evidenti mutamenti demografici che interessano la Cassa ragionieri, la soluzione non potrà che pervenire da interventi di natura pubblicistica che non possono essere posti a carico di una sola Cassa privata.

Per tali ragioni chiediamo ai Ministri interessati di respingere fermamente la proposta formulata con l'interrogazione parlamentare avanzata, tenendo in debito conto la posizione dei Dottori Commercialisti e, soprattutto, dei giovani colleghi. Viviamo un momento storico di grave disaffezione verso la nostra professione, delicata ed importante per la collettività, e non riteniamo sia il caso di minare ulteriormente uno dei pochi punti fermi del sistema, ovvero la stabilità e l'autonomia della nostra Cassa di Previdenza.

https://www.knos.it/editoriale/news/2024/02/28/comunicato_congiunto_ungdcec_-_aidc_28-02-2024_gi%c3%b9_le_mani_dalla_cassa_dottori_commercialisti/14709 

Roma, 28-02-2024

AIDC - UNGDCEC

Per gli esami di abilitazione continua l'emergenza COVID

Quando la pandemia ha iniziato ad espandersi in Italia, a marzo 2020, la preoccupazione principale era quella di contenerne gli effetti. Con l'obiettivo di ridurre le occasioni di contagio, non stupì l'inserimento, nel D.L. n.22 dell'8 aprile 2020, dell'art. 6 per cui, qualora si fosse protratto lo stato di emergenza sanitaria, in deroga alle disposizioni ordinarie, sarebbe stato possibile ridefinire l'organizzazione e le modalità di svolgimento della prima e seconda sessione dell'anno 2020 per l'esame di abilitazione all'esercizio delle professioni regolamentate, tra cui quella di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile, nonché le prove integrative per l'abilitazione all'esercizio della revisione legale dei conti. Da qui ebbero inizio le sessioni dell'esame di abilitazione in modalità "straordinaria", composte da una prova orale con quesiti a estrazione, da svolgersi da remoto.

Questa situazione si è prolungata negli anni successivi, tramite ordinanze ministeriali e decreti legge, che andavano di volta in volta ad estendere i termini previsti dal sopra citato art. 6, anche successivamente al termine dell'emergenza sanitaria, senza sollevare in nessuna di queste motivazioni ulteriori secondo cui si ritenesse opportuno procedere con una modalità differente rispetto a quella ordinaria.

Ora, con un'emergenza ampiamente superata, ci stupiamo dell'inserimento nel cd. Decreto Milleproroghe (D.L. n. 215 del 30 dicembre 2023), dell'ennesima proroga dei termini del primo decreto, proprio quello dell'8 aprile 2020, stavolta fino al 31 dicembre 2024. Il richiamo pedissequo all'art. 6 D.L. 22/2020 dimostra che non vi sono motivazioni a supporto della scelta di tenere gli esami da remoto diverse da quelle del contenimento della pandemia, il cui stato di emergenza è cessato per l'OMS il 5 maggio 2023, ma evidentemente non ancora per gli esaminandi.

L'esame di abilitazione professionale, nella forma ordinaria di tre prove scritte e una orale, rappresenta garanzia di conseguimento delle competenze acquisite nel corso del percorso universitario e del tirocinio professionale oltre ad essere, senza dubbio, una forma di valutazione maggiormente completa, rispetto ad un solo esame orale, il cui esito è chiaramente influenzato da una maggiore casualità determinata dall'estrazione delle domande, riportando quindi un minor grado di oggettività.

Comprendiamo che gli esami da remoto rappresentino un risparmio di costi e risorse, ma ci chiediamo: a quale prezzo? Può la nostra categoria professionale, spesso acclamata come centrale per la tenuta del sistema paese in termini di responsabilità e ruolo, determinare l'accesso delle nuove generazioni solamente sotto un punto di vista dell'efficienza? Da un lato vogliamo tutelare le future generazioni di professionisti, perché conoscano con certezza le modalità di svolgimento dell'esame di abilitazione, oltre ad avere garanzia di un esame che possa davvero essere professionalizzante. Dall'altro, vogliamo garantire parità di trattamento rispetto a chi ha sostenuto l'esame prima del Covid, tutelando al contempo la collettività e il mercato, grazie ad un grado di preparazione il più elevato possibile dei neo iscritti, evitando distorsioni del mercato stesso.

A questo si aggiunge il fatto che il percorso abilitativo, compresa l'attuale impostazione "ordinaria" dell'esame di stato, necessiti probabilmente di una revisione generale. Negli anni, come sappiamo, le modalità di svolgimento del tirocinio sono state sensibilmente riviste senza tuttavia intervenire sull'esame di stato che ha mantenuto la sua tradizionale impostazione; e per il suo superamento è necessaria l'acquisizione di una consolidata esperienza pratica, condizione che probabilmente diciotto mesi di tirocinio all'interno di uno studio - in alcuni casi svolti senza che venga corrisposto alcun compenso, disattendendo la norma, anche deontologica- non possono garantire. Serve, forse, ridefinire in modo strutturale l'intero percorso partendo addirittura dall'Università.

Per concludere, auspichiamo che si riveda la previsione del Decreto Milleproroghe, interrompendo questo immotivato rimando a delle modalità che potevano essere giustificate solo in presenza dell'emergenza sanitaria e ci rendiamo disponibili ad affrontare un percorso di revisione delle modalità di costruzione del percorso di abilitazione alla professione.

L'occasione potrà essere propizia anche per proporre misure volte alla tutela complessiva, anche economica, dei tirocinanti, oltre che della categoria tutta.

Roma, 20 Febbraio 2024
La Giunta UNGDCEC

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Chi siamo

L'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili è stata costituita il primo maggio 1989, per la necessità di costituire un organismo nazionale di rappresentanza la cui natura volontaristica miri al perseguimento di obiettivi di alla crescita professionale, etica e culturale degli iscritti. L'unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bergamo è stata fondata nel 1989, per diffondere anche sul territorio locale lo "spirito di Unione"

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