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We want you

 

Stiamo cercando te! Uno slogan popolare coniato quasi cento anni fa, che ben si adatta ad una nuova iniziativa dell'Unione: reclutare nuove idee.

In vista del Congresso Straordinario del 13 novembre stiamo costituendo dei tavoli tecnici, che dovranno lavorare nelle prossime settimane (e successive) allo sviluppo di nuove proposte normative. Vogliamo essere attori di questo particolare periodo, analizzando le criticità che sta attraversando il Paese sviluppando delle proposte concrete di intervento per la ripresa. Lo faremo dividendo le attività su cinque osservatori differenti dedicati a particolari argomenti.

I tavoli tecnici saranno composti dai referenti di Giunta e di Fondazione, oltre che dai Presidenti delle Commissioni di Studio, che saranno affiancati da alcuni ospiti scelti tra i massimi esperti della materia.

Ogni unionista è invitato a partecipare attivamente, inviando al referente di ogni tavolo tecnico il proprio contributo, con la possibilità di partecipare direttamente alla discussione per le proposte che saranno ritenute di particolare interesse.

Un primo tavolo tecnico sarà dedicato alla materia FISCALE, ovviamente, che partirà dagli undici punti del manifesto per la ripresa fiscale presentato dall'Unione, declinandolo con proposte concrete.

L'emergenza sanitaria ha messo in luce come il digitale possa essere una leva imprescindibile per creare valore, il secondo tavolo tecnico riguarderà quindi la DIGITALIZZAZIONE, analizzando gli strumenti attraverso i quali professionisti e aziende possono intraprendere trasformazioni delle proprie strutture organizzative e produttive.

Operare in diversi mercati appariva già come una necessità ancor prima della pandemia che sta condizionando i mercati, ed i concetti di localizzazione e internazionalizzazione assumono sempre più familiarità anche nel tessuto economico del nostro Paese. Per questi motivi il terzo tavolo tecnico riguarderà l'INTERNAZIONALIZZAZIONE, FINANZA AGEVOLATA E RECOVERY FUND, per analizzare le opportunità di finanza agevolata a sostegno delle imprese che intendono intraprendere o rafforzare questo percorso.

Una delle principali difficoltà che le imprese stanno vivendo, riguarda la gestione delle risorse umane: la gestione degli ammortizzatori sociali, del lavoro a distanza, della difficoltà di programmazione in un contesto divenuto imprevedibile, fanno emergere una necessità di strumenti che rendano il costo del lavoro più flessibile rispetto alle dinamiche del mercato. Il quarto tavolo tecnico sarà pertanto dedicato al DIRITTO DEL LAVORO, con l'obiettivo di individuare nuove misure di sostegno alle imprese in termini, ad esempio, di welfare aziendale, lavoro a distanza, conciliazione famiglia-lavoro e riforma degli ammortizzatori sociali.

L'ultimo tavolo, infine, sarà dedicato alla CRISI D'IMPRESA, settore sospeso tra il rinvio dell'entrata in vigore del nuovo "Codice della Crisi", i provvedimenti emergenziali emanati nel corso dell'anno e la necessità di sviluppare strumenti e soluzioni adeguate per offrire soluzioni alle attività economiche che subiranno le conseguenze della crisi economica.

Riassumendo, questi i tavoli ed i referenti a cui inviare i Vostri contributi:

TAVOLO "FISCALE" - Francesco Savio, Giunta Nazionale UNGDCEC, fsavio@ungdc.it

TAVOLO "DIGITALIZZAZIONE" - Matteo Balestra, Giunta Nazionale UNGDCEC, mbalestra@ungdc.it  

TAVOLO "INTERNAZIONALIZZAZIONE, FINANZA AGEVOLATA E RECOVERY FUND" - Oreste Pepe Milizia, Giunta Nazionale UNGDCEC, opepemilizia@ungdc.it

TAVOLO "DIRITTO DEL LAVORO" - Massimiliano Dell'Unto, Presidente Commissione Nazionale di Studio UNGDCEC, dott.delluntom@gmail.com

TAVOLO "CRISI D'IMPRESA" - Sonia Mazzucco, Giunta Nazionale UNGDCEC, smazzucco@ungdc.it

Online: http://www.knos.it/editoriale/news/2020/10/29/presentazione_tavoli_tecnici_-_we_want_you!/13532

La Giunta UNGDCEC

Il Governo sta commettendo uno sbaglio enorme, in termini di disuguaglianza.

Il Governo sta ragionando per settori, il che (pur con svariate problematiche) poteva andare bene per il primo lockdown, poiché in base ai codici ateco si stava aperti o chiusi, ma assolutamente non è corretto rispetto alla seconda ondata ed alle chiusure incomplete: tante attività sono oggi colpite direttamente dal covid o dalla quarantena preventiva su una parte della forza lavoro, circostanza che spesso mette in ginocchio piccole imprese con pochi addetti, dalle imprese in provincia di Bolzano (tra le aree percentualmente più colpite), alle attività della più vasta regione Campania, a prescindere dal tessuto economico. Contributi a fondo perduto parametrati ai cali di fatturato primaverile guardano al passato, ma lasciano completamente scoperte attività che oggi normativamente potrebbero operare ma che i fatti costringono a chiusure temporanee. 

Questo è solo l'ultimo esempio, terribilmente concreto, della mancanza di programmazione da parte delle istituzioni. Nell'attuale situazione sanitaria pescare la carta dell'imprevisto, che si tratti di quarantena preventiva o di tampone positivo, è purtroppo circostanza non pianificabile né dalle pmi né dal Governo. Non aver programmato gli strumenti da fornire alle imprese toccate da tali circostanze è invece un errore che fa il Governo, ma che pagheranno le pmi doppiamente "sfortunate", toccate dal coronavirus e dalla mancata pianificazione.

Lo denunciamo noi professionisti perché in questa emergenza siamo stati ogni giorno accanto alle attività economiche, ascoltandone i problemi, cosa che facciamo tempestivamente anche oggi, puntando il dito sulla testa dei problemi della "seconda ondata". 

Al contrario, la politica ci sembra cercare consensi intervenendo sulla coda di problemi passati, il che potrebbe rappresentare per tante attività economiche davvero una sconfitta a tavolino. Con l'ottimismo, ma soprattutto la testardaggine dei giovani, noi continueremo a lottare sul campo accanto alle imprese, per combattere i "sintomi economici" di questo maledetto virus.

Online sul sito dell'UNGDCEC: http://www.knos.it/editoriale/news/2020/10/29/comunicato_stampa_29-10-2020_le_sconfitte_a_tavolino/13531

La Giunta UNGDCEC

E' ricominciata, purtroppo (da ogni punto di vista), la Saga del Decreto e nel frattempo non possiamo dimenticare i numeri disarmanti di ciò che è accaduto in questi ultimi mesi. No, non sono i numeri terribili dei tamponi, dei contagi e dei ricoveri. Sono numeri che però - nel nostro "piccolo" mondo professionale - ci stanno preoccupando: 7 leggi, 15 decreti legge, 21 Dpcm, 19 protocolli anticontagio, 35 circolari dell'Inps, 12 circolari dell'Inail, un numero ormai quasi imprecisato di circolari esplicative, risposte ad interpelli, risoluzioni e provvedimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate nel tentativo di declinare i vari decreti di cui sopra.

Siamo ora in attesa del cosiddetto Decreto Ristori, successivo al Dpcm del 24 ottobre che ha ufficializzato il nostro "Ritorno al futuro".

Riusciremo ad entrare nel dettaglio, anche tecnicamente, a seguito della pubblicazione delle prime bozze del decreto ma ciò che emerge nuovamente lampante è la assoluta mancanza di PROGRAMMAZIONE da parte del Governo. Sì anche fiscale. Davanti a questa non possiamo e non potremo rimanere silenti.

Non solo. L'attività del Governo, che si è basata in questi mesi di emergenza sul promettere liquidità un po' per tutte le categorie economiche (ad esclusione dei professionisti), non ci ha mai trovati d'accordo ma rabbrividiamo nel constatare che, oltre a non rispettare quanto dichiarato e promesso, si è andati ben oltre: si è violato il principio cardine dell'equità. Pensiamo a tal proposito al fatto che si stanno promettendo in questi giorni nuovi contributi a fondo perduto.ma alcuni contribuenti stanno ancora attendendo il fondo perduto di luglio/agosto.

Ci domandiamo quindi: se non era previso un "click day" e se tutti i richiedenti dovevano percepire le somme indipendentemente dalla data di presentazione della domanda. perché lo Stato aiuta alcuni soggetti mentre altri devono attendere . senza - tra l'altro - ottenere risposte certe da parte dell'Agenzia delle Entrate!?

Non è bastata la farsa del bando "Invitalia"? O dell'errata valutazione sul fondo sanificazione?

Pur con la massima volontà, competenza e dedizione dei migliori funzionari pubblici, è del tutto evidente la totale assenza di un qualsivoglia collegamento con la realtà operativa di chi si occupa del mondo fiscale, oltre che, in generale, con il tessuto economico e produttivo del Paese.

Non coinvolgere noi professionisti è un errore e in quest'epoca difficilissima gli errori possono avere effetti disastrosi perché la semplificazione per lo Stato è cosa ben diversa dalla semplificazione per il cittadino. Le oltre 10.000 pagine di provvedimenti (spesso "mal o non attuativi") sono un costo sociale in termini di ore di lavoro sottratte agli studi professionali e soprattutto in termini di distanza siderale dai cittadini.

Si impone una celere inversione di tendenza, in cui il pragmatismo della nostra categoria può fare la differenza.

Per questo, ma non solo, con il presente comunicato vogliamo riportare nuovamente all'attenzione del Governo la preoccupazione dei giovani dottori commercialisti. Oseremmo dire quasi atterriti da questa "seconda ondata" di Decreti. Al momento ciò vi basti.

Sul sito UNGDCEC:  http://www.knos.it/editoriale/news/2020/10/27/comunicato_27-10-2020_programmazione...questa_sconosciuta/13527

Roma, 27 ottobre 2020

La Giunta UNGDCEC

È tutto pronto.

Come vi abbiamo anticipato .. ci abbiamo lavorato in questi giorni e ci siamo riusciti. Da questo momento potete iscrivervi gratuitamente al primo Congresso Straordinario Digitale dell'UNGDCEC. Non è un click-day ma è come se lo fosse. Più saranno gli iscritti più forza daremo alla Nostra Associazione. 

E - per ringraziarvi per l'affetto dimostrato in queste settimane convulse - chi si iscriverà avrà anche in omaggio un e-book sugli effetti della pandemia sulle procedure concorsuali edito da WKI. Pensavamo anche di riuscire ad organizzare una lotteria degli scontrini, o l'encomio di unionista solidale, previa apposita istanza telematica ;) ... ma.. ci basta essere tutti insieme, anche in digitale!

Via al click!

Pagina Congresso: http://congresso-straordinario.ungdcec.it/

Iscrizioni: https://legacyshop.wki.it/ungdcecroma/

Un caro saluto
La Giunta UNGDCEC

 

"Il coraggio è una FOLLIA ma è una FOLLIA piena di grandezza". Così volevamo sottotitolare il nostro Primo Congresso Straordinario di Roma. Un Congresso che avrebbe significato la ripartenza di tutte le attività dal vivo della nostra Associazione dopo il Forum di Luglio; che sarebbe stato il simbolo di come la forza degli Unionisti poteva portarci a lanciare il cuore oltre l'ostacolo. Purtroppo siamo stati sopraffatti: dal Covid, dal DPCM, dalla razionalità. Ora, una ulteriore dimostrazione di forza e coraggio sarebbe stata solamente una imprudenza.

È per questo che immediatamente dopo la conferenza stampa del Premier di domenica sera, abbiamo organizzato una giunta straordinaria (e poi un'altra e un'altra ancora) per fermare il congresso "live" e lavorare sull'organizzazione di qualcosa di nuovo. "Qualcosa" che potrà comunque darci la possibilità di rivederci, anche se non dal vivo, di riabbracciarci, anche se solo virtualmente. Stiamo definendo, infatti, un CONGRESSO STRAORDINARIO DIGITALE che si svolgerà nella giornata di Venerdì 13 Novembre al seguito del quale lasceremo lo spazio al nostro momento elettorale attraverso l'Assemblea che saluterà la giunta attualmente in carica e "brinderà" ai nuovi membri che guideranno l'Associazione nel triennio 2020-2023.

Non sarà il congresso che avevamo in mente, ma sarà comunque "qualcosa" di NOSTRO. Soprattutto nella parte tecnica. Quella è stata interamente confermata. I panel saranno di altissimo livello perché abbiamo e stiamo ancora ricevendo le conferme di "presenza" da parte di tanti relatori.

Dicevamo che non sarà il congresso che avevamo in mente, ma sarà ancora "qualcosa" di NOSTRO perché in poche ore di preapertura e riapertura delle iscrizioni, avevamo già raccolto quasi 100 presenze (e questi Unionisti verranno contattati nel più breve tempo possibile per il rimborso della quota). E questo affetto nei confronti della NOSTRA Associazione è il risultato più grande che ci portiamo dentro e che ci ha spinto e ci spinge in queste ore frenetiche ad organizzare il Cogresso Straordinario Digitale.

Abbiamo già ricevuto conferme da alcuni sponsor, che ringraziamo, programmato la piattaforma che permetterà a tutti di avere la certificazione dei crediti formativi, ripensato la location in cui si andrà a svolgere il "live" di questo incontro.

E allora, dopotutto, anche questo Congresso Straordinario Digitale sarà comunque quello che avevamo in mente, perché sarà gratuito e aperto a tutti gli iscritti. Perché ciò che abbiamo sempre pensato e voluto, navigando quotidianamente "a vista" data la situazione, era solo avere un momento che permettesse nuovamente a tutti NOI di sentirci orgogliosi di essere UNIONISTI. Noi della Giunta siamo sicuri che voi ci sarete, TUTTI.

Stay tuned...entro Giovedì vi daremo tutte le informazioni sul come parteciparvi e su cosa abbiamo pensato per ringraziarvi della quantità incredibile di affetto ci state dimostrando!

La notizia sul sito dell'UNGDCEC:
http://www.knos.it/editoriale/news/2020/10/21/congresso_straordinario_digitale_-_venerd%c3%ac_13_novembre_2020/13522

Un caro saluto

La Giunta UNGDCEC

Abbiamo letto con sgomento e non poca preoccupazione l'articolo di Eugenio Bruno sul sole 24 ore del 10 ottobre 2020, intitolato "La laurea diventa abilitante per psicologi, farmacisti e odontoiatri" nel quale viene enunciato il progetto del Ministro dell'Università Gaetano Manfredi, di eliminare gli esami di Stato per quasi tutte le professioni regolamentate, fra le quali anche quella dei Dottori Commercialisti solo su eventuale iniziativa del Consiglio Nazionale.

Sorgono inevitabilmente due riflessioni:

La prima riguarda il vecchio ma sempre attuale tema a noi caro circa la percezione distorta dell'importanza della nostra professione nel mondo economico ed imprenditoriale e delle competenze che esige per essere svolta; competenze che non si acquisiscono solo nel percorso di Laurea, quantomeno non se strutturato ed organizzato come oggi, ma necessariamente anche con la successiva esperienza di un tirocinio pratico sul campo sotto la guida di un dominus e l'approfondimento di tutte le discipline oggetto della nostra professione. Solo un esame di Stato consente ad oggi di valutare, garantire e certificare il livello di preparazione alla professione. Si comprende la necessità di "consentire una più diretta, immediata ed efficace collocazione dei giovani nel mercato del lavoro" così come "dare una risposta concreta alle esigenze sanitarie, culturali, economiche, produttive e sociali del Paese" non, però, a scapito della qualità. La nostra professione viene costantemente martoriata dalle ingerenze dell'abusivismo, ossia da consulenti o presunti tali che senza obbligo di formazione professionale continua, senza codice deontologico, senza obbligo di assicurazione professionale, sostengono meno costi, meno adempimenti e meno rischi e possono offrire molte delle prestazioni oggetto della nostra professione a prezzi inferiori a discapito della qualità della prestazione stessa e molto spesso arrecando danni di natura economica ai propri clienti ed a tutto il tessuto economico.

Sappiamo quanto sia anacronistico discutere di esclusive e protezioni ma eliminare ogni forma di preparazione specifica alla professione ed il controllo su tale preparazione sarebbe un eccesso in senso opposto. Abilitare professionisti senza certezza di una formazione apposita a stare in giudizio presso commissioni tributarie, ad essere figure di supporto dei magistrati, a fare consulenza sulla redazione di bilanci complessi o a liquidare imposte in un contesto tributario complicato come quello italiano rischierebbe di creare enormi problemi e ritardi a tutta la Pubblica Amministrazione e nuocerebbe all'interesse collettivo.

Solo un sistema universitario diverso, con un percorso ad hoc, che includa tirocinio e pratica sul campo (nello stile anglosassone), potrebbe, forse, sostituire l'esame di Stato. Un'ipotesi molto remota ad oggi.

La seconda riflessione, invece, riguarda ancora una volta l'assoluta necessità e importanza di confronto fra le istituzioni e le professioni su tematiche che cambierebbero per sempre i nostri destini. Si auspica una presa di posizione ferma e una chiara assunzione di responsabilità da parte del nostro Consiglio Nazionale in merito a questa ipotesi, per scongiurare un ulteriore indebolimento della nostra categoria, già poco tutelata. Eliminare ogni tipo di formazione e controllo propedeutici all'accesso alla nostra professione significherebbe screditare e sminuire la nostra professionalità e le nostre competenze, rendendo a quel punto superflui gli obblighi di aggiornamento professionale, gli obblighi deontologici, gli obblighi assicurativi e conseguentemente il ruolo e l'utilità degli Ordini stessi, assolutamente fondamentali per organizzare, monitorare e aggregare i professionisti di tutto il territorio nazionale a tutela dell'interesse pubblico.

Roma, 14 ottobre 2020

La Giunta UNGDCEC

IUYA, l'Unione Internazionale dell'UNGDCEC, agli Stati Generali dell'Export 10-10-2020

In data 15 settembre 2020, a Roma presso la sede dell'UNGDCEC, è stata siglata la partnership tra la nuova nata in casa Unione, la sezione Internazionale dei Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, IUYA,  e l'"Italian Export Forum" la piattaforma multichannel di confronto sul Made in Italy, tra i più rilevanti players nel panorama imprenditoriale ed istituzionale italiano ed estero, nato dall'esperienza dell'imprenditore Lorenzo Zurino con l'obiettivo di creare una stabile connessione tra imprese, professionisti ed istituzioni dell'export. 

Il Presidente di IUYA, Francesco Pepe Milizia definisce questa partnership con IEF, una opportunità e la possibilità concreta di migliorare le performance nell'ambito del commercio estero e dell'internazionalizzazione, mettendo a fattor comune le competenze e la rete dei giovani professionisti che sono specializzati o che intendono specializzarsi ancor più e le imprese che già esportano il Made in Italy e quelle che intendono ampliare i propri mercati o iniziare a farlo. 

La prima occasione di confronto si avrà durante la

Seconda Edizione degli Stati Generali dell'Export 
il 10 ottobre a Bari alla Nuova Fiera del Levante 

il cui tema sarà 

Pandemia Covid-19, il valore dell'Export:
scenari di sviluppo e sostegno futuro al made in Italy.

Gli Stati Generali dell'Export ospiteranno rappresentanti del Governo, come il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, oltre a una folta presenza di Governatori del Centro Sud e a tante personalità provenienti da più aree culturali e da diversi ambiti imprenditoriali, come Andrea Benetton, Ceo Cirio Agricola, Matteo Marzotto, presidente Dondup, ma anche Marcello Minenna, Direttore generale delle Agenzie delle Dogane, Pasquale Salzano, Presidente Simest, Leonardo Patroni Griffi, Presidente della Banca Popolare di Puglia e Basilicata e naturalmente i partner tecnici di IEF.

Nuova Fiera del Levante, Ente Nazionale per il Microcredito, 012 Factory, il partrner scientifico John Cabot University.
IUYA, l'Unione Internazionale dei Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, tra i partner tecnici, sarà presente ed avrà il compito di offrire il supporto alle aziende italiane nello sviluppo dei mercati esteri.    

Maggiori informazioni al link:
http://www.knos.it/editoriale/news/2020/10/10/Seconda_Edizione_degli_Stati_Generali_dell%27Export/13499

Il Decreto Rilancio, nell'ambito delle misure urgenti messe in campo dal Governo anche per contrastare la crisi economica generata dall'emergenza epidemiologica da Covid-19, ha incrementato al 110% l'aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1.7.2020 al 31.12.2021 (si parla di una proroga al 2023), a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici (c.d. "Superbonus"). Sono diverse le tipologie di intervento agevolabili, anche in virtù della normativa preesistente ancora in vigore, per quanto si ritiene importante qui evidenziare la novità costituita dalla possibilità generalizzata di optare, in luogo della fruizione diretta della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto in fattura o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. Tale possibilità riguarda non solo gli interventi ai quali si applica il citato "Superbonus", ma anche quelli di recupero del patrimonio edilizio, di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (c.d. "Bonus facciate"), per l'installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

A presidio della corretta fruizione delle predette agevolazioni, il Legislatore ha previsto - già nella normativa primaria contenuta negli artt. 119 e 121 del D.L. 19.5.2020 n. 34, convertito con L. 17.7.2020 n. 77 - la previsione di una "asseverazione tecnica" nonché dell'apposizione di un "visto di conformità".

Tuttavia, se con riferimento alla asseverazione tecnica le indicazioni contenute nella Circolare n. 24/E dell'Agenzia delle Entrate dell'8.8.2020 e nei Decreti Ministeriali emanati dal MISE hanno già delineato il perimetro dell'attività che dovrà essere svolta dai tecnici abilitati, quanto al visto di conformità ancora si attendono maggiori indicazioni circa il contenuto minimo che dovrà prevedere.

Sta di fatto che, ai fini dell'opzione per la cessione o lo sconto fattura riferiti al "Superbonus" previsti dall'art. 121 del Decreto Rilancio, è necessario richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta e che, data la rilevanza della certificazione da rilasciare, il Legislatore ha previsto che il visto di conformità sia rilasciato ai sensi dell'art. 35 del citato Decreto Legislativo n. 241 del 1997, dai soggetti incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e dai responsabili dell'assistenza fiscale dei CAF che sono tenuti a verificare la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati.

Va da sé che rilasciare una attestazione circa la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta, implica necessariamente un bagaglio di conoscenze di natura tecnica, non solo fiscale ma anche giuridica, in senso lato, di cui possono disporre soltanto i professionisti qualificati.

La posta in gioco è davvero elevata, anche da un punto di vista economico e sociale. Occorre garantire che tale misura fiscale - dal potenziale davvero enorme per la ripresa economica del Paese e della sua modernizzazione, che interviene, evidentemente, in un momento di grande difficoltà sociale del Paese considerando l'emergenza sanitaria in essere - venga fruita al meglio e al massimo del possibile, prevenendo, grazie al controllo dei professionisti, ogni forma di frode a carico dello Stato.

In tal senso può essere accolto favorevolmente il fermento e l'interesse che sta mostrando il mondo bancario e finanziario per l'acquisto dei crediti fiscali che scaturiranno dall'esecuzione dei lavori agevolabili. Se il sistema bancario svolgerà a pieno il proprio ruolo, acquistando i crediti fiscali e immettendo anche la liquidità preventiva per avviare i lavori, allora si potrà davvero centrare l'obiettivo prefissato dal Legislatore e sostenere attraverso queste misure, la ripresa economica del nostro Paese.

Sul fronte del sistema produttivo - dei professionisti e delle imprese interessate - si evidenzia che l'attenzione sarà certamente massima, ben potendo i tecnici mettere a servizio tutte le proprie preziose competenze, mai come ora indispensabili.

Tutto ciò qui evidenziato, però, lascerebbe spazio ad un'unica "nota stonata": sono stati infatti già stipulati degli accordi su scala nazionale tra i principali istituti bancari (ma anche importanti operatori del settore energetico interessati all'acquisto del credito fiscale) con "società esterne", principalmente le grandi società di revisione, per la verifica della documentazione amministrativa ai fini dell'acquisto del credito e, finanche, per il rilascio del visto di conformità.

E' infatti del 16 settembre u.s. la notizia pubblicata sul "Sole 24 Ore" che, dopo l'accordo già raggiunto tra Banca Intesa e la Deloitte, vi sia anche quello fra Unicredit e Pwc con la conseguenza che a catena, molto probabilmente, si muoveranno anche le altre società di revisione, cannibalizzando così, ancora una volta il mercato.

Le c.d. "Big Four" stanno pertanto intervenendo nuovamente aggredendo il mercato, accordandosi con i principali Istituiti di credito per offrire alla clientela pacchetti "all inclusive" dove, a fronte della cessione del credito, viene previsto un unico corrispettivo che comprende sia la remunerazione della banca che l'asseverazione tecnica ed il visto di conformità della società di revisione. Con questa "architettura" il cliente finale percepirà il visto di conformità come una sorta di "appendice" al servizio erogato dalla banca e difficilmente sarà in grado di percepirne e riconoscerne l'importanza, la delicatezza, le responsabilità di chi lo rilascia e non in ultimo per importanza, il suo valore economico.

La conseguenza è abbastanza ovvia, tale attività risulterebbe essere parte di un "pacchetto" indistinto di servizi e consulenza che potrebbe lasciare intendere che una sua componente venga svolta a titolo gratuito o comunque a basso margine, con l'evidente difficoltà, in capo al singolo professionista, di posizionarsi poi sul medesimo mercato per la stessa attività con offerte professionali economiche concretamente concorrenziali. Tutto ciò porterebbe ad una "limitazione" dell'apporto sul mercato di riferimento di tutte quelle figure ordinistiche con specifica professionalità e competenza, ed ancora una (infelice) lotta di prezzo che andrebbe a minare decisamente la qualità dei controlli di tali attività.

Il tema è ampiamente noto e la replica (purtroppo!) di qualcosa di già visto.

L'UNGDCEC in data 6.12.2019 aveva dedicato proprio il suo XI forum all'approfondimento del tema delle Big Four nell'attività consulenziale - ovvero ulteriore a quella della revisione pura - con apertura dell'evento di una lectio magistralis dell'ex Ministro dell'Economia Prof. Giulio Tremonti, il quale ha lanciato più volte un monito all'Antitrust Europeo invitandolo ad occuparsi dello strapotere e della posizione dominante dei quattro grandi colossi internazionali della revisione che, avendo esteso a dismisura il loro business anche alla consulenza finanziaria ed industriale, legale e fiscale, hanno di fatto minato i più basilari principi di concorrenza spiazzando, in concreto, le libere professioni, ovvero creando ".un oligopolio globale nella consulenza economica e fiscale" che da sempre fa emergere "reali conflitti d'interesse".

Non ci si poteva d'altronde aspettare diversamente da una lobby che detiene più del 50% del mercato consulenziale (nonché il 90% di quello della revisione legale e contabile) che - anche in questo caso - non ha perso (come orami sempre fa) l'occasione per abbracciare altri "mondi" consulenziali, con politiche aggressive volte a distorcere il mercato e la libera concorrenza.

Come detto nessuno stupore, solo tanta amarezza!

Amarezza perchè già in passato l'Antitrust è dovuta intervenire per multare le principali società di revisione accusate spesso di creare un "cartello" per suddividersi il mercato e calmierare i prezzi delle consulenze tagliando fuori - di fatto - tutti i concorrenti, compresi i professionisti iscritti all'albo.

Amarezza perché la massificazione dei servizi che vengono erogati dai network internazionali su scala industriale non potrà - ancora una volta - che produrre l'effetto di avere una "standardizzazione" degli stessi, compromettendone una "personalizzazione", mai come ora necessaria sia per la delicatezza dei temi in argomento, sia per i soggetti ai quali questa normativa si rivolge, colpiti da una crisi senza precedenti in un Paese già fortemente in difficoltà.

Come non ribadire allora a gran voce quanto sia sempre più opportuno un intervento incisivo da parte di chi legifera e delle autorità sovranazionali per evitare che errori del passato continuino incessantemente a reiterarsi, per evitare (prevenire!) comportamenti distorsivi della concorrenza. Bisogna intervenire nelle leggi, bisogna operare dei correttivi e farlo una volta per tutte!

Gli effetti - quindi - di tutto questo oggi si sentiranno proprio in relazione alle misure straordinarie elaborate dal Governo per contribuire alla ripresa del Paese nell'epoca di un'emergenza senza precedenti da diffusione del coronavirus, con un impatto su tutti, sul mercato, sulle imprese, sui cittadini, sui professionisti specializzati, minando la stessa ratio del Superbonus di far ripartire l'economia italiana in settori che hanno risentito della pandemia (tra i quali vanno incluse le categorie professionali).

Un'attività così delicata come quella specifica della materia qui trattata non dovrebbe essere demandata a procedure eccessivamente standardizzate ed effettuate da soggetti che non dispongono della specializzazione specifica. Ed ancora, non dovrebbe essere valutata solo per consentire di "aggredire" un mercato potenzialmente redditizio.

È nostra assoluta convinzione che soltanto una attività professionale effettuata capillarmente su tutto il territorio nazionale, da soggetti come i dottori commercialisti, potrà consentire di esercitare attentamente quel controllo preventivo necessario a certificare la regolarità dell'intero iter amministrativo che prelude alla successiva cessione del credito, evitando spiacevoli verifiche a posteriori per il recupero di detrazioni non spettanti in capo ai contribuenti o, peggio ancora, per scongiurare danni a carico dell'Erario derivanti dalla impossibilità di recuperare il credito orami acquistato in buona fede e non contestabile in capo ai cessionari fruitori della detrazione.

Proprio a salvaguardia di quanto suddetto, a tutela in primis dei soggetti richiedenti e destinatari di tali misure di sostegno e, perché no, anche a garanzia di una maggiore dignità per l'attività professionale del dottore commercialista, si ritiene che debba essere prioritario e necessario un intervento mirato che stabilire i parametri (uguali per tutti) per il calcolo degli onorari professionali connessi al "superbonus", così come è stato già fatto con l'indicazione dei prezzari opere/materiali per ogni intervento oggetto di apposita asseverazione nell'ambito della materia qui in argomento.

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La Giunta UNGDCEC                             

Chi siamo

L'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili è stata costituita il primo maggio 1989, per la necessità di costituire un organismo nazionale di rappresentanza la cui natura volontaristica miri al perseguimento di obiettivi di alla crescita professionale, etica e culturale degli iscritti. L'unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bergamo è stata fondata nel 1989, per diffondere anche sul territorio locale lo "spirito di Unione"

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